La moda del Gin e la sua bizzarra storia


La moda del Gin e la sua bizzarra storia

Ha quasi 5 secoli, origini ignote e avvolte nella leggenda e può vantare tra i suoi primati quello di aver quasi distrutto la popolazione londinese di metà ‘700.
No, non parliamo di mostri usciti dalla fervida mente di scrittori vittoriani, né di epidemie medioevali dovute alla scarsa igiene del tempo, ma del Gin.
Un distillato che dopo mezzo millennio riesce ad essere ancora tra i più amati superalcolici nei cocktail bar di tutto il mondo, e che ha dato il via a una vera e propria rivoluzione del gusto nei consumatori.

Oggi non è raro trovare “gintonicherie” in tutte le città, specializzate nel servire i migliori gin in tutte le possibili varianti e gusti. Ma la storia del gin non è sempre stata così facile e di successo.
Per apprezzarne meglio gusto e carattere è bene sapere un paio di cose.

Il Gin moderno deve la sua esistenza a un antenato olandese, il Jenever.
Un distillato sicuramente diverso per intensità e sapore dal moderno London Dry, che conquistò la simpatia delle truppe inglesi durante la guerra dei Trent’anni, tanto da meritarsi l’appellativo di “Dutch Courage”, il Coraggio Olandese. Anche il Jenever potrebbe avere un suo avo, un distillato di origine italiana prodotto nei conventi benedettini, ma non entriamo nella disputa.
Al ritorno dei soldati in patria, La diffusione nelle città inglesi fu rapida e vorticosa, tanto che nella Londra di metà diciottesimo secolo si contavano oltre 7000 locali che offrivano gin ai propri clienti.
Bisogna tenere a mente però che il gin del tempo non era la gustosa bevanda di oggi. Era piuttosto un fortissimo distillato a basso costo in grado di ustionare l’esofago, stordire chi ne beveva più di due sorsi e portare alla rapida dipendenza chi ne faceva uso costante. A farne le spese furono le classi sociali più povere della capitale inglese, che trovarono nel gin la soluzione alla fame, alla povertà e alla fatica. Ben presto però ne pagarono le spese, e il gin venne messo alla gogna con un provvedimento ad hoc, il “Gin Act”, che prevedeva la chiusura delle distillerie e l’inasprimento delle tasse sulla produzione.
Per fortuna pochi anni dopo gli inglesi tornarono a distillare, e iniziarono ad evolvere la ricetta originale impreziosendola di nuovi elementi: nacque l’Old Tom.
Della ricetta originale rimase il gusto dolce, ma il profilo aromatico divenne meno pungente e balsamico. Ancora oggi ci sono piccole distillerie che lo producono, e per gli amanti del Gin l’Old Tom rimane una piacevole rarità. La fama arrivò grazie ad Alexander Gordon, che nel 1742 mise a punto il London Dry Gin, dal gusto deciso e adatto alla miscelazione.

Dalle distillerie portuali della Manica e delle coste inglesi la produzione di gin ha conquistato piano piano tutto il mondo, e anche l’Italia, che già vantava la sua tradizione nei distillati di Ginepro, negli ultimi anni ha saputo dire la sua.

Noi di Proj3ct C1b0 Montesacro siamo alla costante ricerca della qualità. Per questo vantiamo una selezione dei migliori gin provenienti da tutto il mondo, ed ogni mese ne proponiamo uno diverso ai nostri clienti.
La scelta di febbraio è il Major Gin, direttamente dalle italianissime rive del Lago Maggiore. Un distillato artigianale e di immensa qualità, che rende omaggio alle sue origini grazie al retrogusto di ciliegia, frutto tipico delle sponde lacustri locali.
Vieni a provare il Major Gin e i nostri cocktail da Proj3ct C1bo, non te ne pentirai!

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